Struttura ed organizzazione della Protezione Civile

Nell’organizzazione e nel funzionamento viene coinvolta tutta l’organizzazione dello Stato, centrale e periferica, l’intero sistema degli enti locali, ed anche i privati, attraverso le organizzazioni di volontariato; infatti gli enti con competenza in materia possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati.

Questo permette di garantire un livello di coordinamento centrale unito ad una forte flessibilità operativa sul territorio, oltre a permettere un coinvolgimento esplicito degli enti locali. La enfasi sulla componente volontaria (alla cui formazione ed inquadramento provvede un ente locale, se costituiti da questi ultimi) permette inoltre di ridirigere nel comparto della protezione civile, in caso di necessità, molte risorse professionali e umane della società civile. La normativa italiana infatti configura oggi il servizio di protezione civile come un “sistema”, che si avvale, sia in tempo di pace che in emergenza, di tutte le forze armate e quelle di polizia esistenti, nonché su una componente di volontari civili.

A questi ultimi, ai sensi del D.P.R. 8 febbraio 2001, n. 194, il datore di lavoro ha l’obbligo di consentire al lavoratore dipendente (sia del settore pubblico che privato) che rivesta la qualifica di volontario della protezione civile di partecipare – per i periodi di impiego effettivo – agli interventi di soccorso e assistenza per un periodo non superiore a 30 giorni continuativi e fino a 90 giorni nell’anno. Inoltre essi possono essere esonerati – previa richiesta al datore di lavoro – in occasione di attività addestrative o di simulazione di emergenza, anche se la richiesta deve essere avanzata, dagli interessati o dalle organizzazioni cui gli stessi aderiscono, almeno quindici giorni prima dello svolgimento della prova.

L’organizzazione è quindi, nel suo complesso, orientata su principi di decentramento territoriale e funzionamento “sistemico”, fattori che ne aumentano la flessibilità operativa, la fluida scalabilità degli interventi e l’adattabilità ai diversi scenari possibili. L’organismo che coordina le attività e l’operato a livello nazionale è il Dipartimento della Protezione Civile, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. Esso si trova dunque una posizione superiore rispetto ai dipartimenti direttamente dipendenti da un semplice Ministero, facilitando così il coordinamento delle risorse dello Stato – e di tutti gli altri Ministeri – in caso di emergenza.

Secondo la legge 225/1992, le strutture operative che costituiscono il sistema della protezione civile sono:

Aeromobile Piaggio P-180 della Protezione Civile
  • le Forze Armate italiane
  • le Forze di polizia italiane
  • il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
  • la Croce Rossa Italiana (CRI)
  • il Servizio Sanitario Nazionale (SSN)
  • i gruppi di ricerca scientifica
  • le associazioni di volontariato

A livello locale, ogni Regione, nel rispetto delle competenze, favorisce nei modi e con le forme opportuni, l’organizzazione di strutture comunali di protezione civile. Esse provvedono all’ordinamento degli uffici ed all’approntamento delle strutture e dei mezzi necessari per l’espletamento delle attività di protezione civile.Le provincie, sulla base delle competenze ad esse attribuite partecipano all’organizzazione ed all’attuazione delle attività di protezione civile. A tal fine presso ogni provincia è istituito un Comitato provinciale di protezione civile, presieduto dal presidente della provincia, o da un suo delegato, e da un rappresentante del prefetto. Questi predispone un piano per fronteggiare l’emergenza su tutto il territorio della provincia e ne cura l’attuazione, esercitando le funzioni attribuitegli dalla legge.

Ogni comune italiano può dotarsi di una struttura di protezione civile. Il sindaco è autorità di protezione civile, egli assume la direzione ed il coordinamento degli interventi a soccorso ed assistenza della popolazione.Concorrono infine all’attività di protezione civile i cittadini ed i gruppi associati di volontariato civile, nonché gli ordini ed i collegi professionali.

Fonte: https://it.wikipedia.org

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