Flotta della Marina Militare

La flotta della Marina Militare indica le diverse unità della Marina Militare. Esse sono divise in unità di squadra (inquadrate nella Squadra Navale sotto il comando di CINCNAV) ed unità dipartimentali (a disposizione dei vari Dipartimenti).[1]

Indice
1 Classificazione1.1 Navi militari e navi da guerra1.1.1 Navi armate e navi in disponibilità
1.1.2 Assegnazione delle unità navali
1.1.3 Radiazione dal ruolo del naviglio militare
1.2 Requisizione del naviglio mercantile
2 Denominazione ufficiale delle unità navali
3 Unità navali in attività3.1 Navi
3.2 Navi ausiliarie
4 Distintivi ottici delle unità della Marina Militare
5 Aviazione[5]5.1 Flotta aerea
6 Unità navali disarmate
7 Unità navali in costruzione
8 Unità navali finanziate ma non ancora in costruzione
9 Organizzazione della flotta
10 Precedente organizzazione della flotta10.1 I Divisione navale
10.2 II Divisione navale
10.3 III Divisione navale
10.4 IV Divisione navale
10.5 Comando sommergibili
10.6 COMGRUPDRAG
10.7 Unità dipartimentali
11 Galleria d’immagini
12 Note
13 Voci correlate
14 Altri progetti
15 Collegamenti esterni
Classificazione
Navi militari e navi da guerra
1. Sono navi militari quelle che hanno i seguenti requisiti:

a) sono iscritte nel ruolo del naviglio militare, classificate, per la Marina Militare, in base alle caratteristiche costruttive e d’impiego, in:navi di prima linea,
navi di seconda linea
naviglio specialistico
e collocate nelle categorie e nelle posizioni stabilite con decreto del Ministro della difesa;
b) sono comandate ed equipaggiate da personale militare, sottoposto alla relativa disciplina;
c) recano i segni distintivi della Marina militare o di altra Forza armata o di Forza di polizia a ordinamento militare.
2. Per “nave da guerra” si intende una nave che appartiene alle Forze armate di uno Stato, che porta i segni distintivi esteriori delle navi militari della sua nazionalità ed è posta sotto il comando di un ufficiale di marina al servizio dello Stato e iscritto nell’apposito ruolo degli ufficiali o in documento equipollente, il cui equipaggio è sottoposto alle regole della disciplina militare.

3. La nave da guerra costituisce una parte del territorio dello Stato.

Navi armate e navi in disponibilità
Le navi, secondo le loro condizioni nei riguardi degli effettivi del personale e dell’efficienza del materiale, si distinguono nel modo seguente:

a) navi armate;
b) navi in disponibilità
Assegnazione delle unità navali
La costituzione delle Forze navali armate e del naviglio in disponibilità, l’assegnazione ai servizi costieri e al naviglio sussidiario, è stabilita dal Capo di stato maggiore della Marina Militare.

Radiazione dal ruolo del naviglio militare
Sono radiate dai ruoli del naviglio militare, le unità che, iscritte con decreto del Ministro della difesa nel ruolo del naviglio militare dello Stato all’atto della consegna, a giudizio del Ministro della difesa, sentito il parere del Capo di stato maggiore della Marina Militare, non possono più rendere utili servizi in rapporto alla spesa di manutenzione e di esercizio. Le navi radiate possono essere temporaneamente impiegate come navi caserme, o per servizi non bellici.

Requisizione del naviglio mercantile
In caso di guerra o di grave crisi internazionale, può essere disposta la requisizione delle navi nazionali, ovunque esse siano, e dei galleggianti che si trovino nelle acque territoriali dello Stato.

La requisizione può avere per oggetto la proprietà della nave o del galleggiante, da parte dello Stato, oppure l’uso temporaneo della nave o del galleggiante, con o senza equipaggio, o con una parte di questo.

La requisizione può essere fatta in proprietà quando per la durata, per lo scopo cui è preordinata ovvero per la natura della cosa, l’amministrazione ravvisi una sua maggiore convenienza economica.

La requisizione può avere a oggetto la prestazione di trasporto obbligatorio su una nave o su un galleggiante determinato, non requisito, di un carico che ne importi la parziale utilizzazione.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha facoltà di disporre, con proprio decreto, sulle navi o galleggianti non requisiti, l’assoluta precedenza al trasporto di uomini, quadrupedi e materiali, per esigenze delle amministrazioni dello Stato, sui percorsi che dette navi o galleggianti compiono per effetto del loro normale impiego.

Denominazione ufficiale delle unità navali
Tutte le navi della flotta della Marina Militare italiana vengono denominate ufficialmente usando il termine “Nave” seguito dal nome dell’unità (es. “Nave Garibaldi”) oppure in forma abbreviata usando il solo nome dell’unità preceduto dall’articolo maschile. Inoltre secondo questa convenzione l’articolo femminile si deve usare per designare esclusivamente le unità navali appartenenti alla Marina mercantile italiana.

Le denominazioni corrette delle unità della Marina Militare italiana sono quindi Nave Garibaldi oppure il Garibaldi, Nave Minerva oppure il Minerva, Nave Vespucci oppure il Vespucci. Le denominazioni al femminile (la Garibaldi, la Minerva, la Vespucci) nonostante siano ampiamente utilizzate nel linguaggio corrente e anche dai media, sono da considerarsi come non corrette quando si riferiscono a unità facenti parte della Marina Militare italiana.

Unità navali in attività
La flotta della Marina Militare nel 2017 è composta da 2 portaerei, 4 cacciatorpediniere missilistici, 14 fregate missilistiche, 7 sottomarini, 2 corvette( prossime alla radiazione) , 3 navi d’assalto anfibio, 14 pattugliatori e 10 cacciamine ( di cui 3 la cui radiazione è prevista tra il 2018 e il 2019). In totale la flotta operativa si compone di 56 navi.

Distintivi ottici delle unità della Marina Militare

Le navi della Marina Militare inizialmente avevano come distintivo ottico due lettere. successivamente all’entrata dell’Italia nella NATO il distintivo ottico divenne di tipo numerico. Gli incrociatori e successivamente le portaerei, classificate come incrociatori portaeromobili sono contraddistinti da tre cifre con il numero 5 come prima cifra. I cacciatorpediniere dalla lettera D seguita da tre cifre con il numero 5 come prima cifra. Le unità di scorta come le fregate, le corvette e le torpediniere dalla lettera F seguita da tre cifre con il numero 5 come prima cifra. Le unità da pattugliamento come pattugliatori, motocannoniere e motosiluranti dalla lettera P seguita da tre cifre con il numero 4 come prima cifra. Le unità di lotta alle mine da quattro cifre con il numero 5 come prima cifra. Le navi ausiliarie, quali navi scuola, navi da rifornimento, navi idrografiche dalla lettera A seguita da quattro cifre con il numero 5 come prima cifra. Le nave da trasporto e anfibie dalla lettera L seguita da quattro cifre con il numero 9 come prima cifra. I rimorchiatori dalla lettera Y seguita da tre cifre con il numero 4 come prima cifra.

Aviazione

Aerei ed elicotteri sono utilizzati dalla Marina Italiana per diversi propositi, come il trasporto o la lotta ASW, e possono operare sia da basi a terra che dalle unità navali dotati di piattaforma aerea. I mezzi aeronavali della Marina Militare sono:[6]

Flotta aerea
Eliassalto
Lotta antisommergibile (ASW)
Ricerca e soccorso
Lotta antisommergibile (ASW)
Eliassalto
Lotta antisommergibile (ASW)
Allarme precoce eliportato (HEW)
Aereo da pattugliamento marittimo
Caccia multiruolo STOVL

Unità navali disarmate

Vittorio Veneto
Giuseppe Garibaldi
Incrociatore lanciamissili Giuseppe Garibaldi (1961-1971), in disarmo dal 1971
Incrociatore portaelicotteri e lanciamissili Vittorio Veneto (550) (1965 – 2003), in disarmo dal 2006
Incrociatori lanciamissili classe Andrea Doria (1958 – 1992):Andrea Doria
Caio Duilio
Cacciatorpediniere classe Audace:Audace
Ardito
Cacciatorpediniere classe Impavido:Impavido
Intrepido
Cacciatorpediniere classe Indomito:Indomito
Impetuoso
Fregate classe Lupo:Lupo (venduta al Perù)
Sagittario (venduta al Perù)
Perseo (venduta al Perù)
Orsa (venduta al Perù)
Fregate classe AlpinoAlpino
Carabiniere
Corvette classe MinervaMinerva
Sibilla
Urania
Danaide
Sfinge
Fenice
Cacciamine classe LericiLerici
Sapri
Pattugliatori di squadra classe SoldatiArtigliere
Granatiere
Fregate classe MaestraleMaestrale
Sottomarini classe Sauro:Nazario Sauro
Fecia di Cossato
Guglielmo Marconi
Leonardo da Vinci
Sottomarini classe Toti:Enrico Toti
Enrico Dandolo
Lazzaro Mocenigo
Attilio Bagnolini
Sommergibili ex-USA:Alfredo Cappellini
Evangelista Torricelli
Livio Piomarta
Romeo Romei
Aliscafi lanciamissili: classe Nibbio

Unità navali in costruzione

Fregata FREMM Bergamini alla sua prima uscita in mare
1 nave di supporto logistico (Logistic Support Ship),A 5335 Vulcano dal dislocamento di 23.500 t, con entrata in servizio programmata per febbraio 2019, per la sostituzione di una unità della classe Stromboli.
2 Unita navali polifunzionali ad alta velocità[7] (UNPAV) già impostate[8], avranno una lunghezza fuori tutto di 36,25 m e una larghezza di 8 metri.
2 fregate classe Bergamini (in servizio tra il 2017 e il 2019F 596 Federico Martinengo, varata il 4 marzo 2017 e in allestimento presso il Cantiere navale del Muggiano.
F 597 Antonio Marceglia, in costruzione presso il Cantiere navale di Riva Trigoso.
1 sottomarino classe TodaroRomeo Romei (S 529), varato il 4 luglio 2015 e in allestimento a Muggiano.
1 Pattugliatore Polivalente d’Altura, primo di sette finanziati. Il taglio della prima lamiera è avvenuto il 15 febbraio 2017 presso il Cantiere navale di Riva Trigoso.

Unità navali finanziate ma non ancora in costruzione

2 Fregate classe Bergamini,(ordinate nell’aprile 2015).F 598 Spartaco Schergat
F 599 Emilio Bianchi
Queste ultime Fregate classe Bergamini avranno capacità di difesa aerea (AAW) e un armamento implementato con l’ aggiunta di 16 VLS Sylver A-70 per missili MBDA Aster.

Con la legge di stabilità 2014, per un valore di 5,4 miliardi di euro:

8 (+ 2 ancora in opzione) Pattugliatori polivalenti d’altura[7][9][10][11] (PPA) da 6.200 t, lunghi 143 metri, larghi 16,5 m. Andranno a sostituire i pattugliatori classe Cassiopea, classe Minerva, classe Soldati e classe Comandanti; il programma prevede 6 ulteriori PPA per un totale di 16 PPA suddivisi in tre configurazioni: 8 PPA Full, 4 PPA Light + e 4 PPA Light. Il programma è stato annunciato dal Capo di stato maggiore della Marina Giuseppe De Giorgi nella sua audizione alle commissioni congiunte Difesa di Camera e Senato il 19 giugno 2013. Dotati di un cannone da 127/64 mm a prua e un cannone da 76/62 mm sopra l’hangar (entrambi in grado di impiegare il nuovo munizionamento guidato Vulcano per il 127 mm e Davide per il 76 mm), 2 Mitragliere da 25/80 mm, velocità massima di 34 nodi ed hangar per ospitare due elicotteri medi. Le navi saranno dotate di ampi spazi dedicati all’imbarco di materiali shelterizzati, che conferiranno una grande capacità di trasporto di aiuti umanitari oltre a fornire grande flessibilità operativa poiché tali spazi potranno essere usati per imbarcare due RHIB o altro materiale. Infine sotto il ponte di volo è presente un’ulteriore zona modulare per imbarcare altre strutture containerizzate (alloggi suppletivi, attrezzature ospedaliere, C4I), RHIB o USV. Le navi avranno inoltre la predisposizione per imbarcare 16 VLS Sylver destinati ad ospitare missili MBDA Aster e saranno equippaggiate con i nuovi radar DBR a quattro facce fisse.
1 nave d’assalto anfibio multiruolo[7][12] (LHD) da 33.000 t e 245 metri di lunghezza. Si chiamerà Trieste[13] e sostituirà la portaelicotteri Giuseppe Garibaldi. Ne è prevista l’entrata in servizio entro il 2022.[14][15].

Organizzazione della flotta

Lo stesso argomento in dettaglio: CINCNAV.
Le principali unità della flotta della Marina Militare sono inquadrate nella Squadra Navale alle dipendenze del CINCNAV, il Comando in Capo Squadra Navale. Le altre unità sono a disposizione dei vari dipartimenti.

Le unità della Squadra Navale dopo che è stato applicato il nuovo modello di difesa a partire dal 1º ottobre 1999 erano così inquadrate:

COMFORAL – Comando Forze d’Altura;
COMFORPAT – Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera;
COMFORSBARC – Comando delle Forze Anfibie;
COMFORSUB – Comando Forze Subacquee;
COMFORDRAG – Comando Forze Contromisure Mine.
COMGRUPNAVCOST DIECI
COMGRUPNAVIT – Comando Gruppo Navale Italiano
Successivamente all’ultima riorganizzazione le unità della flotta a partire dal 14 ottobre 2013 erano così inquadrate:

COMFORAL – Comando Forze d’Altura;
COMFORPAT – Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera;
BRIGATA MARINA “SAN MARCO” – Brigata marina “San Marco”;
MARICOSOM – Comando Forze Subacquee;
COMFORDRAG/COMFORAUS – Comando Forze Contromisure Mine/Comando Forze Ausiliarie
COMGRUPNAVCOST DIECI
COMGRUPNAV1/COMGRUPNAVIT – Comando Gruppo Navale Italiano

Dopo l’ultima riorganizzazione dei comandi le unità della flotta a partire dal 14 settembre 2014 sono così inquadrate:

COMGRUPNAV UNO – Comando 1° Gruppo d’NAVale;
COMGRUPNAV DUE – Comando 2° Gruppo d’NAVale;
COMGRUPNAV TRE – Comando 3° Gruppo d’NAVale;
COMFORPAT – Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera;
COMFORANF – Comando delle Forze Anfibie;
MARICOSOM – Comando Forze Subacquee;
COMFORDRAG/COMFORAUS – Comando Forze Contromisure Mine/Comando Forze Ausiliarie
COMGRUPNAVCOST DIECI
Dal CINCNAV dipende anche il Comando delle forze aeree (COMFORAER).

Precedente organizzazione della flotta

Precedentemente l’organizzazione della flotta si articolava in quattro “Divisioni navali” ed un “Comando sommergibili”:

I Divisione navale
La I Divisione navale che aveva la sua sede e la sua base operativa alla Spezia era articolata nel 1º Gruppo navale d’altura che ha avuto tra le sue unità l’incrociatoreAndrea Doria, i cacciatorpediniere classe Audace e le due fregata classe Alpino e nella 7ª Squadriglia fregate, che successivamente alla riorganizzazione della flotta del 1999 è stata riconfigurata nel COMSQUAFR2.

II Divisione navale
La II Divisione navale che aveva la sua sede e la sua base operativa a Taranto era articolata nel 2º Gruppo navale d’altura che ha avuto tra le sue unità l’incrociatore Duca degli Abruzzi, l’incrociatore lanciamissili Giuseppe Garibaldi, i cacciatorpediniere Grecale e Garibaldi, l’incrociatore portaelicotteri Vittorio Veneto e la portaerei leggera Garibaldi, unità che hanno tutte ricoperto in ruolo di ammiraglia e le classe Lupo, inquadrate nella 5ª Squadriglia fregate, che successivamente alla riorganizzazione della flotta del 1999 è stata riconfigurata nel COMSQUAFR1 e dopo l’ultima riorganizzazione del 2013 nel COMGRUPNAV1. Tra le unità del 2º Gruppo navale d’altura anche i caccia classe Impavido sostituiti dopo la loro messa in disarmo dai Durand de la Penne.

III Divisione navale
La III Divisione navale di base a Brindisi era articolata nel COMSQUALI ovvero nel Comando squadriglia aliscafi, costituito dalle unità della classe Sparviero e dal Gruppo navi da sbarco. Fino alla metà degli anni ottanta la divisione aveva anche una Sezione motocannoniere costituito dalle unità della classe Freccia e della classe Lampo ed inquadrata nel COMOS, il Comando motosiluranti.

IV Divisione navale
La IV Divisione navale di base a Taranto ha anche avuto come sede e base operativa Augusta tra il 1967 e il 1970. Tra le unità che ne hanno fatto parte le fregate classe Bergamini, le corvette classe De Cristofaro, inquadrate nella 1ª Squadriglia corvette che hanno avuto la loro base operativa sempre ad Augusta e le corvette classe Albatros. Le corvette del tipo De Cristofaro e Albatros dopo essere state dismesse sono state rimpiazzate dalle Minerva.

Comando sommergibili
Il Comando sommergibili (COMSOM) aveva la sua sede a Taranto ed era articolato nel 1º Gruppo sommergibili (GRUPSOM1) di base a Taranto e nel 2º Gruppo sommergibili (GRUPSOM2) di base ad Augusta. Del 1º Gruppo sommergibili hanno fatto parte i battelli della classe Sauro e quelli di provenienza ex USA. Del 2º Gruppo sommergibili, ridislocato alla base di Augusta a partire dal 1971 dopo che inizialmente aveva la sua sede alla Spezia, facevano parte i battelli della classe Toti.

COMGRUPDRAG
Le unità di lotta alle mine navali, dragamine e cacciamine erano a disposizione del COMGRUPDRAG il “Comando Gruppo dragamine”. All’inizio degli anni ottanta con la trasformazione di alcuni dragamine della classe Alberi in pattugliatori per la MFO, altri in navi idrografiche e altri in unità addestrative e precedentemente all’ingresso dei moderni cacciamine della classe Lerici e della trasformazione dei dragamine litoranei della classe Aragosta in unità addestrative per gli allievi dell’Accademia di Livorno e dei dragamine oceanici della classe Salmone in pattugliatori le forze di dragaggio erano così inquadrate:

IV Gruppo dragamine La Spezia
54 Squadriglia dragamine costieri
Castagno
Larice
55 Squadriglia dragamine costieri
Platano
Frassino
Gelso
57 Squadriglia dragamine costieri
Agave
Loto
Edera
Sandalo
Cedro
74 Squadriglia dragamine
Aragosta
Astice
Mitilo
Polipo
Porpora
II Gruppo dragamine Messina
53 Squadriglia dragamine costieri
Gelsomino
Giaggiolo
Vischio
Timo
61 Squadriglia dragamine
Salmone
Sgombro
Squalo
Storione
V Gruppo dragamine Ancona
58 Squadriglia dragamine costieri
Mandorlo
Ebano
La 74 Squadriglia dragamine litoranei di base a La Spezia, tra il 1967 e il 1978 è stato ridislocato a Messina.
Unità dipartimentali
Le altre unità erano a disposizione dei vari dipartimenti.

Fonte: https://it.wikipedia.org

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